Per il quarto anno consecutivo, Coach Adamo ha portato nel Regno Unito un percorso dedicato alla crescita personale e relazionale, incontrando centinaia di persone nei contesti educativi del Reaseheath College di Nantwich e del Writtle University College di Chelmsford. Insieme a Helkin, ha guidato il laboratorio esperienziale “Mi fido di Te”, un incontro che ha messo al centro un tema che riguarda ogni contesto sportivo: la fiducia come base di ogni collaborazione, allenamento e crescita.
La fiducia come primo campo di allenamento
Nel workshop, la fiducia è emersa come un gesto semplice: una presenza che rassicura, una parola che sostiene, una coerenza che dà forma alla relazione.
Nello sport accade lo stesso. La fiducia è il primo campo di allenamento: fiducia nel proprio corpo, nel proprio allenatore, nei compagni, nel percorso.
Un atleta che si fida non è un atleta che non ha paura. È un atleta che si muove nonostante la paura.
Quando le relazioni diventano parte dell’allenamento
Durante il workshop, persone che non si conoscevano hanno imparato a collaborare, a esporsi, a raccontarsi. Questo accade anche nello sport: ogni squadra è un insieme di storie diverse che devono imparare a muoversi insieme.
La fiducia diventa allora un ponte: tra ciò che un atleta sente e ciò che l’allenatore vede, tra ciò che un compagno vive e ciò che l’altro interpreta, tra il singolo e il gruppo.
Quando questo ponte è solido, la squadra diventa un luogo sicuro in cui crescere.
In questo video puoi ascoltare una parte dello speech di Coach Adamo nel workshop:
L’errore come spazio di crescita, non di giudizio
Uno dei passaggi più intensi del laboratorio è stato dedicato al fallimento. Non come errore da correggere, ma come spazio di apprendimento.
Nello sport, l’errore è inevitabile: un passaggio sbagliato, un gesto tecnico impreciso, una gara andata male.
Ma il fallimento può diventare un luogo di consapevolezza: un momento in cui l’atleta non si definisce per ciò che non ha fatto, ma per ciò che sta imparando.
La fiducia cresce proprio lì, dove l’errore non blocca il movimento, ma lo prepara.
Le parole che costruiscono la mentalità sportiva
Nel workshop, il tema del linguaggio è emerso con forza: le parole che usiamo non descrivono soltanto ciò che viviamo, ma modellano il modo in cui ci muoviamo dentro l’esperienza. Nello sport questo è ancora più evidente. Una frase può diventare un limite, un’altra può trasformarsi in una spinta. Basta poco:
- un “riproviamo” che riapre il gesto,
- un “sei in progresso” che restituisce fiducia,
- un “resta nel movimento” che riporta l’atleta al presente.
Allo stesso modo, ci sono parole che chiudono: un “non sei abbastanza” che irrigidisce, un “non ce la farai” che spegne la motivazione, un “non è per te” che interrompe la possibilità prima ancora che l’atleta possa provarci.

La fiducia cresce quando il linguaggio diventa parte dell’allenamento mentale: quando le parole non giudicano, ma orientano; quando non creano pressione, ma spazio di movimento. In questo senso, parlare bene non significa essere indulgenti: significa scegliere un linguaggio che sostiene la crescita, che accompagna il gesto, che permette all’atleta di restare dentro il processo senza sentirsi definito da un singolo risultato.
Talento e direzione: ciò che l’atleta porta e ciò che il gruppo sostiene
Ogni persona possiede inclinazioni naturali: un modo di muoversi, una sensibilità corporea, una predisposizione mentale. Nell’incontro, questo è emerso con forza: il talento non è un’etichetta, ma un movimento.
Nello sport, riconoscere il talento significa vedere ciò che l’atleta porta, anche quando è acerbo, fragile, incostante. E accompagnarlo a trovare una direzione che non sia imposta, ma costruita insieme.
Il talento cresce quando trova un luogo in cui essere allenato con fiducia.
La fiducia come forma avanzata di collaborazione sportiva
Il cuore del laboratorio “Mi fido di Te” è stato questo: la fiducia come forma avanzata di relazione.
Nello sport, questo significa imparare a essere affidabili, presenti, coerenti. Significa trasformare la crescita personale in crescita sportiva, dove atleta e allenatore imparano insieme.
Perché la fiducia non è solo ciò che permette a un atleta di crescere: è ciò che permette a una squadra di restare unita, anche nei momenti difficili.
Un progetto che parla anche allo sport
Negli anni, il percorso inglese ha attraversato temi diversi:
- Nel 2023 con il tema del Talento alla Keele University di Manchester incontrando 400 adolescenti.
- Nel 2024 con Destinazione Talento alla Essex University, aggiungendo il tema dell’Ikigai.
- Nel 2025 alla St. Edmund’s School (2025) a Canterbury con il workshop “Mi fido di Me”.
- Quest’anno al Reaseheath College di Nantwich e al Writtle University College di Chelmsford con il workshop “Mi fido di Te”.
Ogni tappa ha aggiunto un pezzo, come se il progetto stesso stesse crescendo insieme alle persone incontrate, ampliando il modo di guardare alla fiducia e alle relazioni.
Ed è proprio questo che parla allo sport: scoprire che un atleta non cresce solo grazie alla tecnica o all’allenamento, ma grazie alla qualità delle relazioni che lo sostengono. Un atleta che si sente visto, ascoltato, riconosciuto trova un luogo sicuro in cui portare ciò che vive, anche quando è fragile, incerto, in trasformazione.