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Sport Coach Italia & Uni Bari Volley: allenare mente e performance

La pallavolo si gioca in campo, ma una parte importante della prestazione nasce molto prima di entrare in campo.

Nasce nel modo in cui un atleta percepisce se stesso, nella fiducia che costruisce nelle proprie capacità, nella relazione con i compagni, nella capacità di affrontare un errore, di reagire a un momento difficile e di continuare a essere presente anche quando la partita non sta andando come avrebbe voluto.

È da questa consapevolezza che nasce la collaborazione tra Sport Coach Italia e Uni Bari Volley, una collaborazione che per la stagione sportiva 2026/2027 accompagnerà la squadra del CUS Bari – Uni Bari Volley lungo tutto il percorso di campionato.

Dopo un primo intervento realizzato lo scorso anno, nella parte conclusiva della stagione, abbiamo scelto insieme alla presidenza della squadra e in accordo con l’allenatore di trasformare quell’esperienza in un percorso più strutturato e continuativo.

Il percorso è iniziato nella prima settimana di settembre e proseguirà fino alla conclusione del campionato. E già dai primi incontri c’è una cosa che ci sta dando particolare entusiasmo: la risposta dei giocatori.

Lavorare sulla dimensione mentale significa creare uno spazio nel quale gli atleti possano fermarsi, osservare ciò che accade dentro e intorno a loro, fare domande e acquisire maggiore consapevolezza.

Una stagione per allenare anche ciò che non si vede

Nel lavoro quotidiano di una squadra di pallavolo sono immediatamente visibili la tecnica, la preparazione fisica, gli schemi di gioco e i risultati. C’è però un’altra dimensione, meno visibile ma altrettanto importante: la dimensione mentale.

È quella che entra in gioco quando un giocatore sbaglia un servizio e deve tornare immediatamente sul punto successivo. Quando una squadra subisce un parziale negativo e deve ritrovare il proprio equilibrio. Quando la pressione aumenta. Quando un atleta attraversa un momento di difficoltà o quando la comunicazione tra compagni non funziona.

Lo Sport Coaching lavora proprio su questa dimensione: non per eliminare gli errori, le emozioni o le difficoltà, ma per sviluppare maggiore consapevolezza e imparare a gestirli in modo funzionale alla prestazione.

Le principali aree che accompagneranno il lavoro durante la stagione

Costruire un’identità di squadra

Una squadra non è semplicemente un insieme di giocatori che indossano la stessa maglia. È un sistema di persone che condividono un percorso, responsabilità, obiettivi e momenti di difficoltà.

Uno dei primi lavori che stiamo affrontando con l’Uni Bari Volley riguarda proprio la costruzione dell’identità di squadra.

  • Che squadra vogliamo essere?
  • Come vogliamo stare in campo?
  • Come vogliamo reagire quando le cose non vanno come previsto?
  • Quali caratteristiche vogliamo riconoscere come nostre?

Nel lavoro di Sport Coaching, l’identità non viene definita dall’esterno. Viene costruita attraverso un confronto che permette ai giocatori di riconoscere ciò che vogliono rappresentare insieme. Per questo lavoreremo sui comportamenti concreti che rendono visibile l’identità: il modo di stare in campo, di reagire alle difficoltà, di sostenersi e di assumersi responsabilità.

L’identità del singolo giocatore: prima la persona, poi il ruolo

Parallelamente al lavoro sulla squadra, c’è un’altra domanda fondamentale: chi sono io all’interno di questa squadra?

Ogni atleta porta con sé caratteristiche, esperienze, punti di forza, fragilità, convinzioni e modalità differenti di vivere la competizione.

Conoscere la propria identità come giocatore significa anche comprendere quale contributo si vuole portare alla squadra. Ci sarà un principio ad accompagnare il percorso: ciò che sei per la squadra, sei anche come giocatore individuale.

Non esiste una vera separazione tra la persona che un atleta è quando gioca per sé e quella che diventa quando gioca insieme agli altri. Responsabilità, atteggiamento, capacità di comunicare, gestione dell’errore, presenza e consapevolezza appartengono contemporaneamente al singolo e alla squadra.

Valori e regole condivise: dare una direzione comune

Per costruire una squadra solida non basta sapere dove si vuole arrivare. È importante anche capire come si vuole stare insieme durante il percorso.

Per questo lavoreremo sull’individuazione di valori e regole condivise. I valori rappresentano ciò che la squadra considera importante; le regole trasformano quei valori in comportamenti concreti.

Rispetto, responsabilità, comunicazione, disponibilità, impegno e fiducia diventano realmente utili quando smettono di essere parole astratte. Il lavoro dello Sport Coach serve proprio a trasformare queste parole in domande potenti e azioni concrete:

  • Come si vede il rispetto in campo?
  • Come dimostriamo responsabilità?
  • Cosa significa essere una squadra nei momenti difficili?
  • Quali comportamenti vogliamo vedere da parte di tutti?

Quando una squadra partecipa alla costruzione delle proprie regole, queste smettono di essere semplicemente qualcosa che viene richiesto dall’esterno e diventano un riferimento condiviso.

Gli obiettivi stagionali: dal risultato a ciò che possiamo allenare

Ogni stagione sportiva porta con sé degli obiettivi. Vincere una partita, raggiungere una determinata posizione in classifica, conquistare un titolo. Sono traguardi che danno una direzione e alimentano l’ambizione della squadra.

Ma nel lavoro di Sport Coaching c’è una domanda ancora più importante: che cosa possiamo allenare, giorno dopo giorno, per avvicinarci a quel risultato?

È da qui che nasce la distinzione tra obiettivi di risultato, obiettivi di prestazione e obiettivi di processo.

Non si tratta di scegliere un tipo di obiettivo al posto degli altri. Al contrario, i tre livelli possono convivere e costruire una vera e propria mappa della stagione: il risultato indica dove vogliamo arrivare, la prestazione definisce come vogliamo esprimerci e il processo individua ciò che possiamo allenare concretamente ogni giorno.

1. Obiettivi di risultato: dove vogliamo arrivare

Gli obiettivi di risultato sono legati all’esito finale della competizione.

Sono, per esempio:

  • raggiungere una determinata posizione in classifica;
  • vincere un campionato;
  • qualificarsi a una fase successiva;
  • vincere una partita;
  • ottenere un determinato risultato sportivo.

Sono obiettivi importanti perché danno direzione e ambizione. Allo stesso tempo, però, dipendono anche da fattori che non possiamo controllare completamente: l’avversario, una decisione arbitrale, un episodio di gioco, una giornata particolarmente positiva o negativa.

Per questo motivo, se tutta la nostra attenzione rimane concentrata esclusivamente sul risultato, rischiamo di spostare il focus su qualcosa che non possiamo determinare direttamente.

Il risultato indica la destinazione, ma non è tutto ciò che possiamo allenare.

2. Obiettivi di prestazione: come vogliamo giocare

Gli obiettivi di prestazione spostano l’attenzione dal risultato alla qualità della propria prestazione. Non chiedono soltanto “Abbiamo vinto?”, ma: “Come vogliamo essere quando scendiamo in campo?”

Per una squadra di pallavolo possono riguardare, ad esempio:

  • mantenere un determinato livello di attenzione;
  • essere efficaci nella gestione dei momenti di difficoltà;
  • comunicare in modo chiaro durante l’azione;
  • mantenere un atteggiamento propositivo dopo un errore;
  • essere aggressivi e presenti nei momenti importanti;
  • rispettare i propri principi di gioco;
  • rimanere uniti anche quando la partita cambia direzione.

La prestazione è quindi maggiormente collegata a ciò che la squadra può mettere in campo direttamente.

Una squadra può perdere una partita e, allo stesso tempo, riconoscere di aver espresso una prestazione coerente con i propri obiettivi. Questo non significa rendere il risultato irrilevante. Significa imparare a non utilizzare esclusivamente il risultato come misura del proprio valore e del proprio percorso.

3. Obiettivi di processo: cosa possiamo allenare ogni giorno

Gli obiettivi di processo rappresentano il livello più concreto. Sono quei comportamenti, quelle azioni e quelle abitudini su cui possiamo intervenire direttamente durante gli allenamenti e nelle partite.

La domanda diventa: “Che cosa possiamo fare concretamente, oggi, per esprimerci come vogliamo?”

Per esempio:

  • comunicare prima di ogni azione;
  • utilizzare una parola chiave condivisa dopo un errore;
  • rientrare rapidamente nel presente dopo un punto perso;
  • sostenere il compagno in difficoltà;
  • mantenere il linguaggio del corpo coerente con l’atteggiamento che vogliamo avere;
  • rispettare le regole condivise dalla squadra;
  • concentrarsi sul pallone successivo;
  • applicare una determinata routine prima del servizio;
  • dare feedback costruttivi tra compagni.

Sono piccoli comportamenti, ma è proprio attraverso la loro ripetizione che si costruiscono prestazione, identità e cultura di squadra.

Imparare a comunicare: dentro e fuori dal campo

La pallavolo è uno sport di relazione. Ogni punto nasce anche dalla capacità di comunicare: con un compagno, con l’allenatore, con la panchina.

Ma comunicare non significa semplicemente parlare. Significa saper ascoltare, esprimere ciò che si pensa in modo efficace, comprendere l’altro, scegliere il momento e il modo con cui trasmettere un messaggio.

Durante il percorso lavoreremo sulla comunicazione all’interno della squadra, considerando le diverse relazioni che caratterizzano l’ambiente sportivo: tra compagni, tra giocatori e allenatore e tra squadra e dirigenza.

Una comunicazione efficace diventa particolarmente importante quando la tensione aumenta, perché è proprio nei momenti difficili che diventa più facile chiudersi, accusare o smettere di ascoltare.

Imparare a farlo significa costruire una squadra nella quale le persone possano confrontarsi, dare feedback e affrontare le difficoltà senza perdere di vista l’obiettivo comune.

Self Talk: come parliamo a noi stessi

C’è una voce con cui ogni atleta trascorre moltissimo tempo: la propria. È quella che commenta ciò che accade, interpreta gli errori, anticipa ciò che potrebbe succedere e attribuisce significati alle situazioni.

Il giocatore dopo un errore potrebbe dirsi: “Sto sbagliato tutto! Oggi non sto giocando bene, non sono concentrato.”

Oppure potrebbe trasformare la frase e dirsi: “È solo un errore! Resta concentrato e pensa al prossimo pallone.”

La situazione è la stessa. Cambia il dialogo interno.

Il Self Talk sarà quindi un altro elemento importante del percorso. L’obiettivo non è pensare sempre in positivo o ripetersi frasi motivazionali a prescindere da ciò che accade.

È imparare a riconoscere il proprio dialogo interno e comprendere quando quel dialogo sostiene la prestazione e quando, invece, la ostacola. Dopo un errore, per esempio, la domanda non sarà soltanto “cosa è successo?”, ma anche “cosa mi sto dicendo adesso?” e “questo dialogo mi sta aiutando a giocare il prossimo pallone?”

Un atleta consapevole non può sempre controllare ciò che succede durante una partita. Può però imparare a osservare come interpreta ciò che succede e come sceglie di rispondere.

Gestire lo stato emotivo

Una delle parti più importanti del lavoro sarà dedicata alla gestione dello stato emotivo. Perché è facile sentirsi sicuri quando tutto funziona. La vera sfida arriva quando arriva l’errore, quando il punteggio si allontana, quando una scelta non riesce, quando la squadra entra in difficoltà o quando la pressione aumenta.

Le emozioni fanno parte dello sport e non devono essere eliminate. Paura, rabbia, frustrazione, tensione e delusione possono comparire durante una stagione. Il lavoro dello Sport Coach è aiutare l’atleta a sviluppare maggiore consapevolezza di ciò che accade dentro di sé e a trovare modalità più funzionali per gestire quello stato.

Una parte centrale sarà quindi dedicata alla gestione dell’errore, sia durante la partita sia nel momento successivo. Perché l’errore non dovrebbe diventare il punto finale dell’azione precedente: dopo un errore esiste sempre un pallone successivo. Imparare a tornare mentalmente sul punto successivo è una competenza che si può allenare.

Il vero obiettivo: crescere come atleti e come persone

Questa collaborazione nasce con un obiettivo che va oltre il singolo incontro e oltre il singolo risultato. Durante questi mesi avremo la possibilità di osservare una squadra crescere, cambiare, confrontarsi con le difficoltà e scoprire nuove risorse.

Per noi, come Sport Coach, sarà soprattutto un viaggio accanto ai giocatori. Un percorso nel quale non saremo soltanto chiamati a parlare di mentalità e performance, ma ad ascoltare, osservare e accompagnare.

Perché la crescita mentale nello sport non avviene in un unico incontro. Avviene nel tempo. Avviene quando una consapevolezza emersa in aula viene portata in allenamento. Quando una nuova modalità di comunicare viene sperimentata con un compagno. Quando, dopo un errore, un giocatore riesce a reagire in modo diverso rispetto a qualche settimana prima.

Sono questi i piccoli segnali che raccontano un cambiamento. E sarà proprio questo il valore del percorso che Sport Coach Italia e Uni Bari Volley hanno scelto di condividere per tutta la stagione: allenare la persona che c’è dietro l’atleta, per costruire una squadra sempre più consapevole della propria identità, delle proprie risorse e del proprio modo di stare in campo.

Il campionato sarà il terreno nel quale tutto questo verrà messo alla prova. Noi saremo lì, incontro dopo incontro, a osservare, lavorare e crescere insieme a loro.

Perché nello sport, così come nella vita, la performance è anche il risultato di ciò che accade nella mente prima, durante e dopo ogni punto.

Una stagione da vivere, un percorso da costruire, una mente da allenare.

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